L'attesa

L'ATTESA
di Alessandro Piva, Andrej Longo
Mimmo de Musso,
regia: Alessandro Piva
aiuto regia: Vania Cauzillo
con: Maurizio Ciccolella e Roberta Cartocci
scene: Paolo Bonfini
L'attesa è uno spettacolo per quattro personaggi. Andrej Longo e Mimmo de Musso, con la collaborazione di Alessandro Piva disegnano due ritratti che si riflettono tra loro: due incontri in due corsie diverse e sperdute nel deserto asettico di un ospedale, solo apparentemente molto lontane.
Le loro piccole storie private illuminano la precarietà della condizione umana con leggerezza, riuscendo persino a strappare qualche sorriso, Il racconto si costruisce ad incastro, attraverso le soggettive percezioni degli spettatori. Due luci puntate sulle spaesamento in un contesto di vorticosa mutazione antropologica e tecnologica.Un'esperienza carica di dignità e riscatto.
Pur avendo i miei genitori lavorato una vita intera nella sanità, pur avendo respirato l'aria degli obitori con la perdita improvvisa di un fratello, ho sempre avuto un rapporto superficiale con la realtà ospedaliera. Solo qualche anno fa, quando un tumore ha colpito mio padre, ho iniziato a convivere coi tempi lunghi e strascicati della sanità: dopo una lunga degenza, mio padre è stato sotto i ferri per 14 ore - che non ricorderà
poichè era anestetizzato. Noi familiari invece ricordiamo bene le continue occhiate all'orologio, il senso di solitudine, l'indifferenza dei medici, il tempo dell'attesa. E neanche possiamo scordare lea condivizione di solitudini e disperazioni degli altri parenti - coscienza di un dolore unico e universale insieme.
Così, per attutire il lento incedere delle lancette ricordo che ho iniziato a riflettere. A pensare che il gigante della sanità non è capace di fermarsi un attimo a ridefinire il rapporto medico-paziente, a ragionare su come migliorare le relazioni coi cuoi familiari. Mi sono persuaso che c'è molto da cambiare.
Passato del tempo da quella presa di coscienza ho pensato che fosse il momento di elaborarla, nella speranza che possa servire a qualcosa.
Alessandro Piva
