TEMPO 0
TEMPO 0
La storia
Ci troviamo al tempo di Filippo IV. Margarito, cavaliere templare per necessità, con il suo scudiero, ha appena saputo della scomunica emanata contro gli ordini templari. La notizia ha le ali della bellissima donna, che Margarito incontra dopo alcune vicissitudine guerresche. Gli eventi uniranno i tre protagonisti della storia fino al suo epilogo.
Il progetto
Lo spettacolo “Tempo 0”, nato da un importante progetto di ricerca sul territorio brindisino, ripercorre alcune tappe importanti ed originali della storia che s’intrecciano con la cultura odierna e trovano nella forma drammaturgica inedite rivisitazioni. La riscrittura degli eventi, che nella messa in scena trovano forme di ricomposizione e riproposizione, fanno dello spettacolo non tanto e non solo uno spettacolo storico ma una proposta dialettica che attraversa uno spaccato di mondo per essere rincarnato oggi e rivissuto dagli spettatori come testamento nuovo e vecchio di un’etica civile e un portato culturale che ancora può appartenerci.
In maniera più dettagliata: l’allestimento ha previsto una ricognizione storico-culturale del territorio brindisino fino a giungere ad una selezione di eventi e personaggi racchiusi in un soggetto che rappresentasse allo stesso tempo un unicum ma anche una visione capace di sdoganare una cultura troppo spesso ancorata ad atavici provincialismi. La metodologia scientifica della ricerca realizzata ha privilegiato un particolare sguardo: il gruppo di lavoro, infatti, costituito interamente da donne ricomprende due persone diversamente abili.
Note di regia
Tempo 0 raccoglie una serie di esperienze di particolare rilievo: un percorso di studi realizzato da un equipe di donne, una proposta drammaturgica elaborata sulla scorta di quegli studi da un giornalista appassionato di scrittura, una messa in scena non storica ma riveduta con le lenti del simbolo. La particolare cifra stilistica dello spettacolo, che attraversa molti generi, consente di sorridere nonostante la serietà del tema trattato ed enuclea, oltre gli accadimenti storici, quegli spaccati di vita che attraversano i secoli e i confini: i sentimenti. Il progetto fin dalla sua fase di studi storici si è avvalso della partecipazione di tre diversamente abili e sulla scena uno degli attori riesce ad elevare lo spettacolo al rango della nobile leggerezza quasi calviniana, superando una serie di cliché interpretativi: anche il grottesco con tutta la sua potenza scatenante è diventata una lettura troppo orizzontale dinanzi al lirico e crudele disincanto dell’interprete diversamente abile.
Lo spettacolo riesce a parlare di fatti abbastanza scottanti ma con le lenti dell’ironia che restituiscono alla conoscenza aspetti riguardanti i Templari, nascosti dietro il mito e la storia e troppo poco citati. Episodi che trovano nella drammaturgia originale dello spettacolo percorsi di approfondimento inediti. La riscrittura degli eventi che colpirono i Templari al tempo della loro scomunica apre uno squarcio disincantato su uno degli ordini più gloriosi della storia. Una storia che ha riguardato non solo l’Italia ma anche fortemente il Sud e in particolare la Puglia e Brindisi da cui questo viaggio riparte.

